Il lettore medio

Raffaele Nencini

Secondo i nostri infallibili analisti, le ultime ricerche di mercato evidenziano che, tra i cosiddetti lettori forti, il consumo di libri dovrebbe occupare (approssimativamente) il 4,83% del tempo libero a disposizione; cioè a dire: verrebbe dopo le birrette e gli alcolici in generale, il tempo impiegato a parlare di sesso, le discussioni sul cibo vegano, le attività sportive, le serie televisive, le cene con gli amici, la masturbazione, i videogiochi, i litigi di coppia, le discussioni sul calcio, le partite di calcio, il sesso, gli scazzi familiari, la palestra, il parrucchiere e la militanza politica.

Se poi – ci ricordano serissimi questi signori – scomponiamo il dato per fasce di età, la prima e insindacabile evidenza è che nella fascia 30-50 anni si concentra la maggiore propensione alla spesa; il secondo dato su cui ci è chiesto di riflettere è che tale spesa si orienta verso un consumo generalista, su cui la saggistica incide solo al 7,74% (circa).

Vi dico queste cose perché il nostro caporedattore è uomo di mondo e sa bene quanto sia importante conoscere il proprio pubblico se si vuole portare a casa la tanto agognata pagnotta. Infatti, da qualche tempo ogni nostra riunione di redazione è introdotta da una squadra di esperti di marketing che ci aggiornano sull’evoluzione del mercato, le ultime tendenze e la composizione della nostra platea di riferimento. Poi il più giovane e sagace membro del team, laureato in filosofia, si incarica di tradurre quei freddi elenchi di dati in qualcosa che noialtri poveri ignoranti possiamo capire, o illuderci di aver capito.

Il succo del discorso è più o meno questo: dimenticate tutto ciò in cui avete creduto da piccoli, i valori letterari, l’impegno culturale, le armi della critica e la critica delle armi, buttate via tutta questa roba, non c’è nessuno di statisticamente rilevante a cui interessi. Ricordatevi che il lettore medio impiega di gran lunga più tempo a parlare di calcio che a legger libri, quindi non potete chiedergli di faticare per star dietro ai vostri articoli. Ciò che mediamente un lettore desidera è una prosa ammiccante e un punto di vista binario che risolva il suo assillante quesito giusto/sbagliato, bello/brutto, in modo da poter condividere su facebook ciò che ha letto e ottenere quanti più like egli desideri.

Dopo una di queste riunioni sono tornato nel mio ufficio e ho recensito un romanzetto di cui non si può assolutamente pensare bene. Devo dire che, a queste condizioni, il mio lavoro a volte è un po’ frustrante, ma, hey, ci pagano per questo.

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