L’otto marzo dell’editoria italiana

Raffaele Nencini

Inge e Carlo Feltrinelli sanno fare molto bene il loro mestiere, e il loro mestiere è vendere, bisogna farci i conti. Aggiungo che questi conti siamo abituati a farceli da molto tempo, e peggiorano sempre: basterebbe pensare a chi recentemente si sia dedicato agli studi gramsciani, o a cosa fossero negli anni novanta le librerie Feltrinelli e cosa siano ora (mi immagino che qualcuno più vecchio di me potrebbe obiettare che negli anni ottanta fossero migliori, o nei settanta o nei sessanta). L’industria culturale ha le sue regole, impossibile girarci intorno. Se però si rifiuta l’assunto thatcheriano secondo cui non dovrebbe esistere «la società, ma soltanto gli individui» allora il mercato può essere inteso come un indicatore dello stato di salute del paese.

Ed è questo il motivo per cui quando ieri mattina ho aperto la newsletter Feltrinelli dedicata all’8 marzo un brivido freddo ha percorso la mia schiena: perché se chi lavora in Feltrinelli sa fare bene il suo mestiere, vale a dire vendere libri, allora bisogna probabilmente dedurne che i libri che si vendono sono questi, che sono questi i libri che, complessivamente, ci meritiamo.

Guardiamo ai titoli delle varie sezioni proposte: Autrici da tutte le latitudini, Madri, I romanzi che ti fanno felice, I grandi amori attraverso la storia, Le donne raccontate dagli uomini, Storie d’amore, passioni e sentimenti, Donne pericolose. Si tratta esclusivamente di narrativa d’evasione. Poi c’è l’ultima sezione dedicata agli ebook: si intitola 5 donne che hanno cambiato la storia della letteratura e vi compaiono, oltre a Emily Dickinson, Karen Blixen e Marina Cvataeva, anche le due premio Nobel Nadine Gordimer e Doris Lessing, ma viene da pensare che in Italia se un libro è proposto nel formato ebook forse in qualche modo si sta cercando di tirare su il volume delle vendite. Tuttavia, anche tralasciando questo punto, rimane difficile ignorare la coincidenza quantomeno singolare tra una giornata internazionale di lotta sulla questione femminile e l’offerta culturale di uno dei più importanti editori italiani, che riduce questa data a un’occasione per vendere una narrativa nel suo insieme consolatoria, contribuendo a consolidare un immaginario assolutamente compatibile con l’ordine patriarcale della società.

Si potrebbe osservare che nel catalogo Feltrinelli esistono libri molto più pertinenti, come per esempio Donne si diventa. Antologia del pensiero femminista, uscito nel 2014 nella collana Universale Economica, ma evidentemente questi testi non vanno.

Chiunque ritenga che il dispositivo del genere sia un terreno su cui condurre una lotta politica a suo modo radicale oggi può scendere in piazza, anche per ribadire il fatto che ci meritiamo libri migliori.

Articoli recenti

Commenti recenti

Archivi

Categorie

Meta

Raffaele Nencini Written by:

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *