IL DESERTO CULTURALE DELL’ITALIA

OLIVIER TOSSERI

Questo articolo è uscito sull’edizione digitale del quotidiano francese «Les Echos», il 2 maggio 2019. La traduzione è di Raffaele Nencini

Se vogliamo dare credito alle parole iscritte sul frontone del Palazzo della Civiltà Italiana a Roma, noto come il Colosseo quadrato, gli abitanti della penisola compongono «un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori». Ma non di lettori.

Un italiano su dieci non ha aperto un solo libro nel corso degli ultimi dodici mesi. E circa il 20% della popolazione ogni anno risulta estraneo a qualsivoglia attività culturale, tenendosi ben lontano da teatri, musei e cinema.

Se le lunghe distanze fanno venire appetito, allora nello stivale dovrebbero provocare fame da lupi: il 60% degli italiani si trova a mezz’ora da una libreria… in macchina. È ciò che mostra la ricerca Book desert, promossa dall’università romana «La Sapienza». Nella penisola, solo 4368 librerie resistono all’avanzata di questo deserto e alla minaccia del nemico Amazon. Quest’ultimo, salvagente di coloro che non vogliono rinunciare alla lettura, ha in ogni caso anche delle difficoltà a raggiungere certe zone isolate, prive delle reti informatiche indispensabili per rompere l’isolamento.

Secondo Eurostat, nei comuni più densamente abitati, mediamente si trova una libreria ogni 7000 abitanti (compresi in un’area di 5 km2). In quelli in cui la densità della popolazione è minore, questi cifre precipitano verso una libreria ogni 20000 abitanti (compresi in un’area di 25 km2). Le librerie spariscono nelle zone rurali e nelle zone urbanizzate diventano sempre più piccole, trasformandosi progressivamente in semplici cartolerie.

Le grandi città sono attrezzate meglio, con il 20% della loro popolazione che può raggiungere una libreria in un tempo stimato tra i 5 e i 10 minuti a piedi, e il 60% in meno di 5 minuti. Una situazione che fa schiattare d’invidia i lettori del Mezzogiorno, dove questo tipo di commercio è diffuso mediamente ogni 16500 abitanti (compresi in un’area di 10 km2).

In termini più generali, la desertificazione commerciale della provincia italiana è lentamente all’opera. Ha fatto un balzo in avanti di 30% negli ultimi cinque anni, con circa 350 centri urbani che non hanno più un solo esercizio commerciale – nemmeno una farmacia, un ufficio postale o un bar tabacchi. E qualcosa come 500 che ne hanno solo uno… che rischia di chiudere presto.

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