LUNA ROSSA. CAPIRE E USARE I DONI DEL CICLO MESTRUALE

FERRUCCIO MAZZANTI

 

Miranda Gray, Luna Rossa. Capire e usare i doni del ciclo mestruale, Macro Editore, 2011, pp. 216, 14,50 €

Sarò sincero: ho comprato questo libro quasi per sbaglio, parzialmente per provocazione, certamente per curiosità, ma senza dubbio inconsapevolmente. E ho riscoperto il mio antico interesse per il ciclo femminile, di cui supponevo di conoscere tutto erroneamente, come dimostratomi da Miranda Gray.
La cosa per così dire bella del ciclo mestruale femminile è che dura 28 giorni, non come pensano molte ragazze e ragazzi 4 o 5, e questo fa sì che il corpo femminile tenda ad essere legato al calendario lunare, il cui anno dura 354 giorni (cioè dodici lunazioni), determinado uno scompenso di dieci giorni circa rispetto al calendario solare (di 365 giorni). Tale differenza fa sì che i due calendari combacino ogni dicianove anni circa, con effetti anche sul funzionamento del ciclo della donna. Tutto questo mostra quanto il corpo femminile sia legato alla natura in un modo tale che noi creature senza ciclo non possiamo capire. Ovviamente la posizione di Miranda Gray si rifà ad un tipo di femminismo che tenta di celebrare come elemento costitutivo e positivo proprio questo legame, attribuendogli un potere molto poco paritario, ma siamo disposti a perdonarle un tale attaccamento alla natura se riflettiamo sul target per cui questo libro è pensato.
L’aspetto costruttivo che Miranda Gray riesce comunque a imporre è quel richiamo ad una maggiore attenzione verso la donna: dovremmo tutti quanti tornare ad avere un rapporto più consapevole con il corpo femminile, il quale, più di quello maschile, con il suo sofisticato sistema di regolazione ormonale e procreativo, rappresenta il centro della narrazione di un certo tipo di femminismo e sicuramente di tutto quanto il maschilismo (anche se poi il maschilismo lo denigra). Dovremmo tutti quanti fare pace con la natura che quel corpo esplicita. Infatti per secoli, anzi per millenni il ciclo è stato considerato un fatto ripugnante, basti pensare alle prescrizioni religiose che le donne dovevano seguire per purificarsi dopo il mestruo (la Bibbia ne abbonda). Inoltre la sofferenza fisica e psichica che le donne devono sopportare in quei giorni è un fatto di cui trascuriamo continuamente il peso. La medicina contemporanea consiste esclusivamente nel combattere i sintomi, in quanto la causa, come sostiene Miranda Gray, l’autrice di questo libro, “cioè l’essere donna, non si può combattere”.
A peggiorare le cose senza dubbio vi è la società contemporanea, che ha eliminato i riti di passaggio all’età adulta, lasciando le donne in balia delle prorpie sensazioni, senza una guida sicura di riferimento. Miranda Gray cerca di porre rimedio, spiegando in modo minuzioso come far ricorso alle energie mestruali che vanno modificandosi di giorno in giorno nell’arco del ciclo. E ovviamente, a complicare la cosa, vi pure la circostanza che tali energie cambiano a seconda dell’età. Dunque in una donna il processo di apprendimento nella gestione del proprio corpo non finisce mai, neanche dopo la fase fertile.
Ogni fase della vita è caratterizzata da alcuni archetipi, essi stessi legati alle fasi della Luna. Con la Luna nuova inizia la fase della vergine. Si ha poi l’ovulazione, che sarebbe la fase della madre, quando la Luna è piena, a cui segue la fase dell’incantatrice (Luna calante) e fase della donna anziana (mestruazioni vere e proprie). A tutte queste fasi Miranda Gray associa racconti e favole, alcune anche di una certa rilevanza. La mia preferita rimane una estrapolazione dai cicli di Re Artù, il quale, dopo aver perso un combattimento, si sente dire dal vincitore che la sconfitta sarà nulla se gli dirà cosa vogliono le donne. Re Artù, allora, va in giro per il suo regno chiedendo a tutte le donne cosa vogliano. Chiaramente ognuna risponde cose differenti, a seconda del loro capriccio. Esasperato il re si allontana dalla città e si ritrova in un bosco dove incontra una strega brutta e vecchia. Allora chiede alla strega cosa vogliono le donne e lei risponde che glielo dirà solo se gli troverà un marito. Artù disperato va dai suoi cavalieri e chiede chi si voglia sposare la brutta e vecchia strega. Cala il silenzio, ma poi uno dei suoi fidi compagni con un moto baldanzoso si propone come sposo. Vengono celebrate le nozze in fretta e furia e quando lo sposo porta in camera sua la vecchia strega, quella si trasforma in una giovane bellissima. La giovane dice a suo marito: ero sotto un incantesimo, tu ne hai spezzato metà. L’altra metà la spezzerai se mi risponderai nel modo corretto: vuoi che rimanga bella di giorno e di notte torni strega o viceversa, cioè di giorno strega e di notte bella? Il cavaliere non sa che rispondere e allora le dice: fa come vuoi.
E questa è la risposta esatta, così che la donna può rompere l’incantesimo del tutto e diventare bella sia di giorno che di notte. Perché la risposta corretta a cosa vogliano le donne è fare come piace a loro (esattamente allo stesso modo degli uomini). E anche a noi che non siamo donne, piace che facciano esattamente come piace a loro, perché per fortuna non siamo più (o non dovremmo essere più) in un mondo oscurantista, analfabeta, maschilista e biblico (magari fosse vero).
In conclusione possiamo dire che questo libro è adatto forse più a una fascia d’età tra i 14 e i 24 anni se parliamo di donne, mentre per gli uomini va bene sempre, perché non esiste nulla di più criptomaschilista che dichiararsi femministi e non sapere nulla di come funziona il corpo della donna. Dunque prima di avanzare preteste politiche sulla gestione della loro sessualità, gli uomini (non dico tutti, ma tanti sì) dovrebbero ripartire da quelle basi che vengono insegnate alle donne quando entrano nella fase fertile della loro vita. Dalle basi, dico, dall’ABC.

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