Quelli di sotto: giù la testa

Ferruccio Mazzanti

Mariano Azuela, Quelli di sotto, Sur 2017, pp. 190, € 14

Non so se propriamente la letteratura rivoluzionaria messicana possa considerare questo romanzo come uno dei miti fondatori della propria epopea, tuttavia posso dire con certezza assoluta che leggendolo ho avuto quel piacevole effetto deja vù che per il pensatore analitico rappresenta forse la più ricercata delle delizie, perché è come se ogni tessera incontrata su tali eventi andasse al suo posto e il puzzle si ordinasse nella nostra rappresentazione generale.

Una banda di diseredati e cialtroni si ritrova nel bene e nel male a combattere per la rivoluzione 71HhGt8EyTLmessicana. Questo manipolo di sbandati è tanto feroce quanto analfabeta, composto per lo più da stupratori e saccheggiatori. Vestiti con stracci attraversano il Messico rivoluzionario alla ricerca di alcool e facili furti, aggregandosi a Pancho Villa non per comunione di intenti, ma per calcolo utilitaristico e vendetta. Ne nasce così un’epopea comica che vira nella tragica assenza di intenti di un movimento destinato al fallimento e che mette a rischio la propria vita in nome dell’ebrezza del massacro. Azuela si dimostra così un rivoluzionario lucido, capace di osservare già nel 1915 le più tristi contraddizioni di quegli eventi storici. Da qui il titolo Quelli di sotto, appunto lo strato più basso ed esteso dell’esercito rivoluzionario che non ha la possibilità di comprendere realmente per cosa stia combattendo e dunque fraintende l’ideologia con l’appropriazione indebita e violenta.

Mai esitante e sempre puntuale, lo stile lacunoso e il plot colmo di elissi donano a questo piccolo romanzo un mondo spaziale descritto tramite pochi tratti colorati e poetici che ci aiutano a mettere a fuoco con più precisione la povertà economica ed intellettuale di tutto quanto il movimento. Striato come solo chi abbia vissuto tali eventi, il libro nasconde in modo neanche troppo velato l’urlo gioiosamente sud americano per stratificazione della disperazione di chi abbia compreso le cause di una sconfitta scorgendole tra le pieghe più sottili dei bassi fondi, senza mai emettere un giudizio esplicito, ma costringendo il lettore a valutare la caratura dei personaggi secondo il proprio metro morale, senza però risultare mai ambiguo. Bello.

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