Due parole su Guy Debord, Luther Blissett e (la) Moana Pozzi

Raffaele Nencini

La teoria rivoluzionaria è ora nemica

di ogni ideologia rivoluzionaria, e sa di esserlo.

Guy Debord, La società dello spettacolo

La società dello spettacolo, nella prima edizione francese

Tra i molti anniversari che sono caduti anche quest’anno, sarebbe senz’altro poco carino lasciarsi sfuggire il cinquantesimo de La società dello spettacolo. Non occorre, credo, spendersi a parlare della centralità assunta da questo libro nell’esegesi della logica culturale del tardo capitalismo: quello che è lo scritto più celebre dell’intera produzione situazionista ha conquistato generazioni di lettori, e la nostra è una di queste. Eppure nel corso di questo lungo lasso di tempo, la carica eversiva del testo è stata quasi totalmente riassorbita: privo di ogni eccezionalità, in quanto prodotto culturale esso è commensurabile come ogni altra merce e viene celebrato per la sua allure, che desta pavlovianamente i riflessi di un’ampia nicchia di mercato. Solo per citare alcuni esempi, Gallimard pubblica nella sua collana Quarto le opere di Guy Debord, che pochi anni fa la Bibliothèque National de France omaggiava con una grande mostra e, del resto, ormai sono pochissimi i dipartimenti di marketing in cui questo volume non la faccia da padrone – perché «nel mondo realmente rovvesciato il vero è un momento del falso». L’industria culturale ha saputo mettere a valore l’esperienza storica del situazionismo: basta entrare in una galleria d’arte contemporanea per rendersene conto. E sarebbe difficile dare del tutto torto al fotografo milionario Oliviero Toscani, quando rivendica per sé l’appellativo di situazionista. Nel frattempo, nelle università, nei canali televisivi, sulle pagine culturali dei grandi giornali, nelle agenzie pubblicitarie, schiere di specialisti, cultori della materia, addetti ai lavori, divulgatori si affannano – con buona pace del «dottore in niente» – a coltivare questto ennesimo, proficuo, orticello. Il prodotto si vende bene. Come notavano ormai più di venti anni fa alcuni burloni «”situazionista” è divenuto un passepartout che apre ora la porta del dadaismo rimasticato ora quella del facile millenarismo tecnologico. In un mondo nichilista, tutto ciò che è reale è “situazionista”». La stessa espressione “amara vittoria di Guy Debord” è entrata nel canone culturale a significare come il processo di mercificazione di tutte le cose abbia sussunto anche la denuncia del consumo, e del consumo culturale in special modo.

Le Opere di Guy Debord, nella collana Quarto Gallimard

Rincorrendo questa linea, i situazionisti e Debord in particolare sono intellettuali integrati, che si disarmano da soli e si consegnano mani e piedi al nemico. Eppure, in quanto prassi politica che vive nel conflitto, la strategia situazionista recupera tutta la sua carica radicale: chi è abbastanza vecchio per aver vissuto gli anni precedenti e quelli successivi a Genova avrà ben chiaro quanto essa sia stata presente nei cicli di movimento che si sono succeduti negli ultimi due decenni, (quantomeno) in Europa. Se ormai il capitale ha imparato a riprodursi attraverso la logica del détournement, non bisogna sottovalutare che ciò possa accadere propriamente all’interno degli attuali rapporti sociali: è, per fare un esempio, il caso delle opere di Bansky vendute a cifre stellari. Ma nel momento in cui riesce a mettere in crisi il funzionamento del dispositivo spettacolare, ecco che la pratica del depistaggio è tutt’altro che un’arma del nemico: ricordate le beffe di Luther Blissett?

In fin dei conti, il discorso può essere ridotto all’osso: si tratterebbe di creare situazioni, ossia – prendendo sul serio il Rapporto sulla costruzione di situazioni – «ambienti momentanei di vita, di qualità passionale superiore», opponendo «concretamente, in ogni occasione, ai riflessi del modo di vita capitalistico, altri modi di vita desiderabili». Il che significherebbe: rapporti sociali non mediati dalla merce, li si chiami rave, Tiquun, T.A.Z., o Curva Moana Pozzi.

Di seguito, un link per approfondire:

https://www.youtube.com/watch?v=irxK1HWKRIE

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