Alla mia nazione: rapporto visivo sul paese

La Rosa

Guerrilla Spam, Alla mia nazione, autoproduzione 2016, edizione limitata 300 copie numerate e firmate, pp. 144, € 25 versione cartacea / free sul sito.

In occasione della recente uscita di BIZZARIE, pubblichiamo alcune riflessioni in forma di domanda, sul libro (d’artista) Alla mia nazione dei Guerrilla SPAM.

Premessa: il libro è una splendida raccolta che mostra nel suo farsi l’elaborazione di questo progetto. Gli schizzi e i disegni preparatori, le matrici teoriche del discorso; corredato inoltre di alcuni testi e di una conversazione con Guerrilla SPAM.

  1. Coda di paglia

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L’ultima pagina del volume pare contenere l’indicazione di lettura e il motto dell’opera.

Chi sono gli artisti? Perché gli artisti hanno la coda di paglia? Cosa fanno gli artisti?

Penso, sfiorando il parossismo: che c’è di male ad avere la coda di paglia? Ma, in qualunque modo la guardi, mi pare impossibile immaginare una valutazione positiva di questa espressione.

Avere la coda di paglia” significa:

  • Sapere di aver combinato qualcosa
  • Non avere la coscienza tranquilla
  • Colui che, a causa della sua coda di paglia, è sempre sospettoso per il timore dell’essere scoperto

Impegnarsi a non essere artisti, potrebbe allora voler dire: smettere di sentirsi sospettati e cessare di non avere la coscienza tranquilla per le proprie opere, non pensare di aver combinato qualcosa. E, infine, abbandonare il timore.

Guerrilla SPAM affigge senza autorizzazione le proprie opere nelle città, solo per le strade sono visibili per intero (non come nelle gallerie, smembrate e pronte alla vendita). Lì, dove lo spazio dovrebbe essere pubblico.

Il punto non credo sia unicamente la mancanza di autorizzazione. Il timore abbandonato non è quello verso lo Stato, ma verso il proprio autoritratto, “del popolo, della società tutta, di noi stessi”.

2. “Cosa sei“?

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Guerrilla Spam indaga la nazione di spiagge libere e caserme, seminari e bordelli. La nazione con la ‘n’ minuscola, quella di Pasolini di Alla mia nazione, poesia del 1961 a cui il lavoro è ispirato e dedicato. Il polo figurativo a cui guarda la narrazione è l’opera di Hieronymus Bosch e di Pieter Bruegel.

La scelta pittorica della grisagliapare contraddistinguere l’estetica dei Guerrilla. Ridurre il rumore al minimo per far risaltare nel modo più tagliante possibile il messaggio. Ma, forse, L’uomo medio non avrebbe meritato maggiori sfumature? Nella rappresentazione in bianco e nero della nazione, dove sono i “milioni di borghesi” “infanti affamati” “unti di brillantina e con i piedi sporchi”? Dove siamo ‘noi’? 

3. Chi parla?

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“Chi oggi afferma che l’artista deve solo dipingere e non parlare (e sono in molti a sostenerlo) forse non si è accorto che sono passati un po’ di secoli dal Medioevo e dalle botteghe degli artigiani”.[Conversazione con Guerrilla Spam, di Ivana De Innocentis (Urban Lives), alla fine del volume.]

Nel Polittico della nazione è difficile trovare i Guerrilla. Hanno da tempo abbandonato La nave dei folli, gli intellettuali che tra tè e pasticcini non si rendono conto di come il loro vascello faccia acqua da tutte le parti e a momenti possa inabissarsi.

Né artisti né intellettuali?

4. Arte

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Se l’arte non è comunicazione, ma resistenza, il tentativo di spiegare tutto, ogni dettaglio dell’opera, non contraddice forse questa tesi?

L’Arte, secondo Guerrilla SPAM, è gettare semi, è guerrilla gardening. Ma è anche SPAM, pubblicità non richiesta.

 

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