Riding toward everywhere, lo stato mentale del viaggiatore

FERRUCCIO MAZZANTI

William T. Vollmann, Riding toward everywhere, Ecco Publischer, 2008, pp. 206, € 26,95

Talvolta, quando stiamo per partire per un lungo viaggio, sentiamo la necessità di leggere libri che possano aiutarci a viaggiare, dandoci indicazioni non solo spaziali, ma anche spirituali e, nel peggiore dei casi, metodologiche (cioè quali regole dovremmo seguire).
Oppure (per taluni funziona davvero così) una volta ritornati a casa ci siamo così innamorati della nostra indimenticabile avventura che vogliamno scoprire le esperienze degli altri, magari di quei viaggiatori più estremi di noi che si sono spinti più a est o a nord di quanto sia riuscito a noi in tempi in cui non potevano usufruire di tutti i mezzi di cui oggi possiamo facilmente godere. Tutte queste modalità di viaggio hanno in comune il fatto che sono costruite su un punto di partenza e un punto di ritorno, che il più delle volte combaciano e che chiamiamo casa nostra, e tutto quello che c’è in mezzo, organizzato secondo un programma più o meno dettagliato, ma ben scandito dal tempo a nostra disposizione. A volte, però, non ne possiamo letteralmente più di questo andamento ciclico che intervalla lunghi momenti di lavoro con fughe frettolose e ben determinate, che quasi quasi ci viene voglia di spendere i nostri soldi per mettere su famiglia, oppure per fare quei viaggi dove ogni cosa è predeterminata dal biglietto aereo e dalle due settimane di ferie a cui ci aggrappiamo come momento di ricarica o come fuga d’amore per non vedere nulla se non camere d’albergo o panorami da cartolina. Se per caso foste depressi perché anche il viaggiare è stato schematizzato e commercializzato in un modo tale che non è più possibile pensarlo se non attraverso categorie già digerite, non dovete comunque del tutto disperarvi, che grazie a Vollmann potreste trovare una nuova soluzione.
Come sempre succede con Vollmann le strutture del viaggio vengono sovvertite con una tale potenza da lasciare il lettore confuso.
Cosa fa questa volta Vollmann?
Decide di viaggiare con gli hobos sui treni merce. Molto difficile tradurre la parola hobo in italiano, in quanto potremmo usare il termine vagabondo, ma sarebbe inesatto. La cultura hobo nasce alla fine dell’ottocento, quando gli sfaccendati cominciarono a muoversi su e giù per gli Stati Uniti in cerca dei lavori stagionali che trovavano. Costoro salivano clandestinamente sui treni merci per cercare fortuna da un’altra parte, ed è proprio per questo che il termine hobo si arricchisce di una sfumatura libertaria e in contrapposizione con l’establishment, capace di generare anche scrittori famosi quali Jack London e Jack Kerouak. Dunque l’hobo è si un vagabondo senzatetto, ma alla ricerca di un lavoro e con un marcato spirito d’avventura.
Vollmann, viaggiando da hobo, ci descrive nei minimi dettagli la loro vita in quello che potrebbe essere definito un saggio filosofico d’avventura come se ne sono visti pochi, intriso di poesia e lacrime, battiti cardiaci accelerati e lunghe ore di noia. Dalle infinite difficoltà nel salire su un treno, al puro terrore di scendere mentre questo è in moto, dalla polizia che deve controllare che non ci siano clandestini, fino ai disegni e alle scritte lasciate dentro i container, per non parlare della fame, del freddo e dell’alcool, con questo magnifico libro scopriamo un altro modo di viaggiare, un modo che consiste in quel everywhere del titolo.
Dato che i treni merci transitano su binari differenti rispetto ai treni passeggeri, spesso i vagoni non si fermano nelle città, ma seguono tragitti che collegano zone industriali ad altre zone industriali, rendendo impossibile per un hobo determinare con esatteza la loro collocazione su una mappa. Questa fa sì che una destinazione sia praticamente intercambiabile con qualsiasi altra destinazione e da qui si può dedurre la filosofia hobo del viaggio e che dà il titolo al libro: Andando verso ovunque, dove per ovunque si intende uno stato mentale di paurosa libertà, definitivamente slegata dal concetto di meta, di partenza e di ritorno, un ovunque che è immanente e paratattico, qualsiasi cosa questo significhi.

Articoli recenti

Commenti recenti

Archivi

Categorie

Meta

Ferruccio Mazzanti Written by:

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *